LA ROTTAMAZIONE DELLE BOMBE di Lucio Gardin

E così, pare che gli americani non riescano a trovare uno straccio di prova contro Saddam. Non sono capaci di ritrovare nemmeno una delle tonnellate di bombe chimiche che loro stessi gli hanno venduto ai tempi della guerra contro l'Iran di Komeini. 
E’ l’ennesimo errore di Bush Senior: non avere previsto, ai tempi dell’alleanza con Saddy, una clausola che permettesse al figlio, nel frattempo diventato maggiorenne, di visitare le bombe di famiglia. Bastava dirgli: “Saddy, io le bombe te le do volentieri, però quando il mio piccolo George sarà un ometto, tu mi prometti che gliele lascerai vedere”. Un po’ come si fa per le adozioni a distanza.
In Italia un fruttivendolo deve conservare lo scontrino fiscale dell’insalata per otto anni, non capisco perché in Iraq un dittatore non debba conservare lo scontrino di una bomba, dato che lì vanno sicuramente più delle insalate. Nel caso, sarebbe bastata un’occhiata ai registri contabili. 
Era sufficiente defalcare dal libro degli acquisti tutte le bombe esplose contro il proprio popolo, dividere per il numero dei commercialisti saltati in aria, sottrarre i due generi che ha ucciso lui stesso, stornare quelle inesplose per difetti di fabbricazione, tutto quello che rimane sono le bombe in eccedenza. Per intenderci, quelle rimaste in magazzino. E quindi, come accade ogni giorno per i giornali invenduti, si fa un bel reso e non se ne parla più.
In ogni modo, è chiaro che sono stati commessi degli errori grossolani anche da parte dell’Onu. Primo tra tutti, avere mandato in Iraq delle squadre di controllo composte di soli uomini. Perché? Sappiamo tutti che un maschio adulto non riesce a trovare l’accappatoio pulito in un bagno di tre metri, figuriamoci dell’esplosivo in mezzo al deserto. 
Conosco uomini che passano le giornate a cercare di tirar fuori due calzini dello stesso colore dal cassetto della biancheria. E poi finiscono col mettersi i collant della moglie. 
Ho amici che stanno delle ore davanti alle casse dei supermercati per cercare di trovare il tipo di lametta compatibile col loro rasoio. E nel dubbio, si comperano un rasoio nuovo. Mio cognato possiede così tanti rasoi che potrebbe usarne uno diverso per ogni pelo della barba. 
E questi sarebbero gli ispettori dell’Onu alla ricerca delle armi nascoste? Probabilmente non riuscirebbero a trovare una bomba neanche se ci mettessero un piede sopra e saltassero in aria insieme allo scatolone di rasoi che hanno appena acquistato. 
Non è colpa nostra, ma noi uomini siamo fatti così. Abbiamo una reticenza biologica nel trovare le cose, è un fattore genetico. Per fecondare un ovulo delle dimensioni di Marte, noi abbiamo bisogno di miliardi di spermatozoi che corrono ognuno in una direzione diversa, e tutti convinti di conoscere la strada. Questo siamo noi. 
Ma allora voi direte, qual è la soluzione? La soluzione è la mamma. Le nostre mamme. Tutte le mamme del mondo! Invece degli ispettori, dovevano mandare un gruppo di rappresentanti del M.O.I.C.A., il Movimento Italiano Casalinghe.
In Iraq non c’è bisogno di diplomatici, c’è bisogno di mamme incazzate. A mia mamma neanche Saddam sarebbe in grado di mentire. Mia mamma ha un apparato visivo che le consente di vedere attraverso i vestiti, e stabilire col minimo margine d’errore se un bambino si è cambiato la canottiera o no. 
Le mamme sono dotate di un olfatto che riuscirebbero a riconoscere l’odore di caramella nell’alito di un bambino che sta in un altro Stato, con la testa sott’acqua. 
E se qualcuno racconta loro una bugia, sono più incazzose di un islamico sotto l’effetto del crack che scopre sua moglie in ginocchio davanti a Bill Clinton. 
Una mamma guarderebbe Saddam in faccia e gli direbbe “Senti baffetto, hai armi di distruzione di massa?” E se lui non risponde entro due secondi e cincischia, o fischietta, o finge di allacciarsi le scarpe, gli arriva una compilation di pappine che poi è lui stesso ad invocare l’intervento degli americani.
E comunque, se proprio non si poteva mandare le mamme a smascherare il dittatore, bastava mandare qualche responsabile marketing della Fiat. 
In un match ognuno deve giocare con le proprie armi, e l’Occidente non è consumista e industrializzato? 
“Salve Saddy, le sue armi chimiche sono vecchie, non catalizzate e inquinano troppo. Per tutto il mese di marzo lei potrà rottamare le sue vecchie bombe, in cambio di nuove più potenti che provvederemo a recapitarle direttamente dal cielo.” 
Ecco. Sarebbe bastato questo per far capitolare Saddy: un incentivo alla rottamazione.

In questo sito utilizziamo i Cookies per permettervi di usufruire dei servizi e non tracciamo i vostri dati. L'unico caso in cui effettivamente trattiamo vostri dati è se decidete di registrarvi per darci una mano, nel qual caso useremo le informazioni fornite per contattarvi in caso di necessità. Potremmo però distribuire cookie di terze parti (es. Google, youtube o Facebook) per permettervi di cliccare i vari "mi piace" o usufruire di servizi simili. Nel caso in cui non vogliate in nessun modo essere tracciati vi consigliamo di utilizzare la funzione di disabilitazione dei cookies o di anonimizzazione del vostro browser. Per saperne di più di come questo sito usa i cookies: Privacy Policy.

Accetto i Cookies da questo sito