Diciamocelo francamente: "Canzone per un'amica", o "In morte di S.F.", la storica canzone con cui Guccini inizia sempre i suoi concerti oramai da una vita, provoca generalmente delle gran toccate di parti Vbasse, a mo' di scaramanzia. Chi di noi, una volta che gli è capitato di ascoltarla in radio, o di sentirla intonare inavvertitamente da un passeggero mentre è in macchina, non si è sentito sobbalzare…?
Insomma, non facciamo come gli struzzi: è una canzone che, almeno potenzialmente, porta uno sculo tremendo. Una canzone "noir"; indi per cui ho pensato di prepararne una versione "pink" che possa essere
tranquillamente cantata da tutti coloro che si sentono cogliere, in automobile, da un'irrefrenabile voglia di intonarla, canticchiarla e quant'altro.

SI IMMAGINI quindi un'auto che, in un caldo pomeriggio estivo, con una giòvine coppia a bordo, sfrecci dal capoluogo emiliano sulla A14 in direzione, che so io, di Rimini. 

Avvertenza: Ho mantenuto il titolo originale, ma prego di non eseguire facili rime in "-ìca" e di pronunciare le due consonanti "n-z" di "Ca-n-z-one" ben chiare.

CANZONE PER UN'AMICA

Lunga e diritta correva la strada
l'auto veloce correva
la lunga estate era già cominciata,
vicino lei sorrideva,
vicino lei sorrideva.

Forte una mano stringeva il volante,
l'altra palpava la còscia,
lei si scherniva, era un po' titubante,
"Caro, mi sento un po' mòscia,
caro, mi sento un po' mòscia…"

Non lo sapeva che presso il casello
la stanza era già prenotata,
in un anonimo e lindo motèllo,
"Mioddìo, ma sono sposata,
mioddìo, ma sono sposata…!"

Non lo sapeva, ma cosa ha sentito
quando lui ha parcheggiato,
Lui l'ha condotta, ben ringalluzzito
nel "boudoir" improvvisato,
nel "boudoir" improvvisato.

Vorrei sapere a che cosa pensava
facendo becco il marito,
ma nel frattempo felice ci dàva
e lui rimase sfinito,
e lui rimase sfinito.

Dopo il silenzio soltanto è regnato
Dentro a quel letto sbattuto,
"Caro, è già tardi, riportami presto
dal mio consorte cornuto,
dal mio consorte cornuto."

Vorrei sapere perché sempre agli altri
succeda questo, a Bologna,
forse son belli, o sono più scaltri,
o ci hanno meno scalogna,
o ci hanno meno scalogna (*)

Voglio però essere un po' ottimista,
che cessi la sorte rìa!
E che io sia quello dopo in lista,
e che pure a me la dìa,
e che pure a me la dìa.


(*) Un quid di sfiga bisogna pure infilarcelo, perbacco. Rende meglio l'atmosfera dell'originale. [nda]

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