Corrompendo il postino di Babbo Natale con un video porno delle renne, siamo riusciti ad impossessarci del sacco delle lettere che gli sono state spedite dall’Italia. A causa del dissenso delle renne, che non volevano firmare il copyright del video, gran parte delle lettere sono andate perse, e ne sono rimaste solo alcune, che pubblichiamo di seguito.

Caro Babbo Natale,
io sono un bambino molto buono: a scuola vado bene, faccio sport, non dico mai parolacce, vado a messa ogni domenica, ed alle bambina seduta nel banco davanti al mio tiro i capelli, ma non alzo mai la gonna. Per Natale vorrei un bellissimo regalo: ho visto su un DVD promozionale che posso farmi il porto d’armi, tu mi regali la pistola? Grazie mille, e fatti riconoscere: non vorrei che papà, vedendo rosso, ti sparasse. Ciao.
Francesco

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Caro Babbo Natale,
ho letto sul mio giornalino che ci sono tanti bambini affamati in tutto il mondo. E sul giornale di mamma c’era scritto che è tutta colpa nostra, che sprechiamo più di quanto non produciamo. Puoi fare chiudere il mio giornalino ed il giornale di mamma durante le vacanze, che così posso dare al gatto questo maledetto salmone che non mi piace? Grazie.
Luisa

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Caro Babbo Natale,
oggi in classe la maestra ci ha parlato di giustizia. Ha detto che funziona così: quando uno è sospettato di aver fatto qualcosa di brutto viene accusato da una persona, difeso da un’altra, e giudicato da una terza. Vuole che facciamo una ricerca durante le vacanze, per capire come funziona. Puoi farmi diventare Berlusconi, così me li compro tutti e tre e faccio prima?
Buon Natale.
Giovanni

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Caro Babbo Natale,
ho settantotto anni e non mi sento tanto bene, non è che mi puoi venire a dire “Buon Natale” almeno tu?
Maria

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Caro Babbo Natale,
vedi di non farti influenzare da questo marciume piccolo-borghese che ti chiede di essere radicale, estremo, deciso. Basta guardarsi attorno, è chiaro a tutti, che per poter andare avanti bisogna conquistare il centro.
Per cui non ti azzardare a portare nessun regalo ai bambini che vivono in periferia, e tanto che ci sei porta tutto a me, che poi ci penso io. Per una democrazia rappresentativa finalmente evoluta.
Massimo

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Caro Babbo Natale,
papà mi pesta un giorno sì e l’altro pure, chiude in casa mia madre, prende a calci il cane, tira le pietre contro le finestre del vicino, beve come se avesse un sifone, e l’ultima volta lo hanno trovato che cercava di dare fuoco ad un campo nomadi. Lo fai diventare americano, che così lo arruolano nei marines e diventa un eroe? Grazie di tutto, ciao.
Andrea

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Caro Babbo Natale,
l’altranno hai cannato di brutto: ti avevo fatto una lista ben precisa, e tu mi hai portato tutta roba diversa. Per carità, non era male, ma non era quella che volevo io. Quest’anno, per essere sicuro, vengo anche io con te sulla slitta, così posso vederti in azione. E, se sbagli di nuovo, dirotto la slitta, mi mangio le renne, e ti rivendo a Maurizio Costanzo come comico emergente. Stai attento.
Carlo

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Caro Babbo Natale,
mamma dice che somiglio a Monica Bellucci, papà dice che sono uguale a Monica Bellucci, mia cugina grande mi dice “che fortuna, assomigli alla Bellucci”, mia nonna dice che sembro una ragazza bella che ha visto in televisione, e il nonno le dice “la Bellucci, rincoglionita”. E tutti mi dicono che una bambina bella come me deve stare attenta a quelli che non conosce. Puoi regalare Monica Bellucci a mio zio, che così non si chiude in camera con me?
Arianna

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Caro Babbo Natale,
puoi regalare al presidente Bush un videogioco di guerra dicendogli “tranquillo George, te lo mandano Adolf, papà, e Rumsfeld”, in modo che stiamo tutti più tranquilli?
Rosanna

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Caro Babbo Natale,
mio fratello più grande s’è tagliato i capelli a zero, mi saluta col braccio teso, disegna strane croci sui mobili, e ha fatto dei ridicoli baffetti a tutti i suoi peluche. L’altra sera aveva cercato di mettere il gatto nel forno, e mi ha fatto spaventare. Mi regali Oriana Fallaci, che gli voglio fare paura io? Ciao.
Federica

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Caro Babbo Natale,
l’altro giorno ho visto al telegiornale che a Napoli stanno succedendo delle cose bruttissime. Puoi mettere una taglia su Napoli, che così non mi interrompono più i cartoni animati?
Alessio

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Caro Babbo Natale,
ho quarantatre anni, ma visto come sono messo ci provo, magari esisti davvero. Dopo aver lavorato per ventanni mi hanno licenziato perché non ero abbastanza produttivo. Visto che un lavoro non me lo puoi dare neanche tu, mi regali una tanica di benzina per darmi fuoco, che non ho i soldi neanche per comprarmene una goccia? Speranzoso.
Mario De Angelis

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Caro Babbo Natale,
sono un bimbo palestinese venuto in Italia a curarmi, e non ho niente da chiederti. Volevo giusto avvisarti, se per caso volevi fare un salto a casa mia, di fare in fretta, che se non ti muovi ci trovi tutti morti.
Nasim

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Caro Babbo Natale,
Mi porti un vocabolario di giapponese? No, è che dalla banca sotto casa abbiamo avuto in omaggio un vecchio videogioco americano di guerra del sessantanove, Hi-Tension, ma non parte se non ci metto la parola d’ordine in giapponese. Ciao.
Domenico

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Caro Babbo Natale,
mia zia comunista mi ha regalato un libro senza nessuna figura. Mi porti la versione DVD di Alessandro Cecchi Paone, che così non faccio brutta figura?
Ciao.
Luca

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Caro Babbo Natale,
Portami dodici robot, dieci divise da calcio, quarantadue macchinine telecomandate, sedici bambole, ventotto abbonamenti alla pay-tv, centocinquanta playstation, sessantacinque computer, milleduecento DVD, e cinquantacinque manuali interattivi “Essere veline e genitori di veline”, di Maria De Filippi e Barbara Palombelli. Così me li rivendo tutti e forse riesco a far mangiare la mia famiglia.
Giorgio

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Egregio Signor Natale Babbo,
da una verifica del Ministero dell’Interno e della Libertà risultano i seguenti reati a Suo carico: propaganda comunista, locomozione sovversiva, e scambi epistolari non autorizzati. A tal proposito abbiamo già mandato il battaglione Tuscania a sequestrarle le renne, e quei rumori che adesso sente sono i paracaduti della Folgore che stanno venendo a prenderLa. Nonostante Lei abbia evaso il fisco per un trenino di legno acquistato (abusivamente) nel 1973, non possiamo concederLe alcuna attenuante, data la gravità dei reati da Lei commessi. Sarà quindi trasferito alla caserma di Bolzaneto per un primo interrogatorio amichevole. Ci duole informarLa che, saputo della sede, hanno rinunciato pure gli avvocati d’ufficio, che non volevano andare a sciare con le gambe rotte. Non Le resta quindi che confessare tutto e subito, e rivelarci il mistero che Lei cela da tanti anni: chi è il sarto comunista che Le ha fatto il vestito rosso? Per il resto stia tranquillo, alle consegne ci pensiamo noi, abbiamo giusto preparato i kit “Coca-Cola della Libertà” per l’occasione. Addio.
Il Ministero dell’Interno e della Libertà
(Alessandro Nava)

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