O Signore degli incroci,
o principe dell'asfalto,
la mia si unisce ad altre voci
il cui numero è ormai sempre più alto. 

A te vada quest'ode,
a te vada il mio saluto,
a te che punisci ogni frode,
a te che tanti chiamano "cornuto".

Del fallo sei il castigatore,
del portafoglio sei il rapinatore,
del mio umore sei il guastatore,
del testicolo sei il massacratore.

Della tua mamma tanti han parlato,
qualcuno dice che c'è pure stato,
dice che bene è stato trattato
e meno della tua multa han sempre pagato.

Dei tuoi parenti si dice tutto,
di tua sorella soprattutto,
di tua cugina non ne parliamo,
sentito il prezzo le dicon "ti amo".

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